13 ore.

Rieccomi.

Passano i giorni e ogni tanto posto qualcosa. Cerco di essere attiva, ma ogni tanto l’estro creativo si affievolisce!
Dipende tutto dal mio umore. Non se è sereno o uggioso. (Si può definire un umore uggioso?) Soltanto se è in vena creativa.
Che poi alla fine basta iniziare a scrivere e le parole fluiscono da sé.
Oggi sono così stanca!


Riflettevo: Matteo è partito. Per San Francisco.
#Wow, beato lui sì.
E’ andato via ieri mattina alle 6 e mezza forse, e io non sono riuscita ad alzarmi dal letto quasi fino alle 12.
Ho avuto problemi seri col sonno, mi addormentavo e risvegliavo a intervalli di 15 min.
Una notte #infinita. O mattinata, come preferite.
Queste del suo volo sono state le 13 ore più lunghe della mia vita.
E la notte soffro davvero la solitudine. (Io e solitudine non andiamo d’accordo, non è da me!) Cioè, no. Provo a spiegarlo mmmm vediamo.
Con San Francisco ci sono 8 ore di fuso orario, indietro. (Frustrazione n. 1)
Mentre io dormo da lui è pomeriggio/sera. (Frustrazione n. 2: come fai a dormire)
Poi siamo abituati ad aggiornarci sulle cose che succedono, ma se durante le ore della notte da lui è pomeriggio, prima che lui vada a dormire da me è l’alba.. quindi se lascio il tel con la vibrazione può svegliarmi per sentirci quando va a dormire..

..ma che fai non mi scrivi altri messaggi? Ma non esiste. (Frustrazione n. 3)
Quando mi sveglio voglio trovare il resoconto di quello che hai fatto e di cosa ti è successo.
Voglio stare tranquilla! Ci hanno dato questi arnesi distruttivi (i telefoni) e adesso li usiamo!
Motivo per cui non ho dormito neanche questa notte. 
Perché il cell continuava a vibrare, avevo paura di nn sentire la sveglia, avevo il sonno leggerissimo.
No, sono davvero distrutta.
Sono in giro da questa mattina e ho girato come una trottola e grazie a dio (sì lo so sono una dea quindi grazie alla mia mente sveglia e arguta) ho chiamato la mamma con cui avevo un interview oggi pomeriggio, che mi ha allegramente detto che l’incontro sarebbe saltato.
Questo un’ora prima dell’appuntamento. 
Perché IO ho chiamato.
Ma dico..

Anyway, #evvivalasolitudine, sto mangiando fingers di cioccolata e oziando sul divano, catatonica. E penso. Che cosa errata.
(Vorrei potervi fare un disegnino, sono carina. #Sfranta.)
In nonricordoqualepost (Buongiorno! (oppure no!?)) dicevo che la mattina attiviamo dei determinati ricettori, right?
Ok.
La mia stanchezza di oggi mi porta su una riflessione macabra sicuramentedettatadallinsicurezzaedallestoriesbagliatechehoavuto..

La prima cosa che facciamo al mattino è inevitabile: spegniamo la sveglia/prendiamo il telefono einiziamoanavigare. 
Whatsapp, eMail, Twitter, Facebook.. e chi più ne ha più ne metta
Tante finestre sul mondo!
Sì, perché è questo che facciamo. Ci svegliamo e bombardiamo il nostro cervello di informazioni nuove. Come se, poveretto, non avesse già abbastanza da fare con le nostre ansie.

Questo ho scritto. Dio quanto è forsetristemente vero.

la-tua-liberta-finisce-dove-inizia-lultimo-accesso-su-whatsapp
Riflettevo che il problema è che insieme a quei Social Network attiviamo anche moltissimi ricettori. E consideriamo che il nostro cervello non è pronto per avere notizie, perché è ancora intorpidito e traumatizzato dal risveglio. #Poveretto.

Fatidicamente, Facebook ci ripropina allegramente “Accadde oggi/On this day”.
Tutto quello che non vorremmo ritrovare o rivedere è lì. (Insieme a cose che ci fa piacere ricordare, #ovvio).
Ma non è questo il problema che la vostra mente elabora. #Attenzione.
No.. troppo facile! E’ bensì: “Cosa starà mostrando al resto del mondo?” (non andrò nello specifico perché sennò posso sembrare un po’ gelosa quandoinveceioNONsonogelosaPERNIENTE!)
Perché Fb ci fai questo? Perché senti il dovere di ricordarci le cose? (Che tra l’altro probabilmente già ricordiamo).
C’è un senso di masochismo in questo perché poi non è che lo vai a disattivare. No. Ti sfidi. Sfidi i giorni e quasi con un senso di reverenza lo apri.
Tra il timore e la curiosità.
Aò ma io non posso stà così.
E invece sì.
Ma ormai nella testa (e nella pancia), si è infilato un verme. Carino, bastardo, ve lo presento: il dubbio. 
Il dubbio geloso.
Il dubbio che ti fa partire quella sorta di psicopatia curiosa e mastina. (Perché diventi un cane. Un segugio, #ammettilo).
In realtà non ne hai motivo, perché hai le sicurezze che dovresti e tutto è bellissimo roseofragolineepesche, ma purtroppo.. sei donna. Sei donna ed è #inevitabile, è un morbo che ti attacca. Allo stomaco.

Quindi maledici quest’applicazione di Fb e prosegui nella tua giornata. 
Ma oggi va così e non puoi farci nulla. Oggi si è insinuato un vermiciattolo che sai BENISSIMO che è stupido e insensato, ma ormai è lì.
E tu ti senti stupida e ti innervosisci con te stessa perché SAI che non ha senso, ma non puoi farne a meno. Non puoi fare a meno di pensarci, non puoi fare a meno di chiederti, non puoi fare a meno di farti film.
Non puoi fare a meno di torturarti.

Nel frattempo sei arrivata a fine giornata.
Perché sei forte, perché lotti con tutta te stessa contro ilvermesenzasenso.
Poi lui è vicino a te ed è la tenerezza vera.
Ma tu non riesci a godere dei momenti perché hai un verme nello stomaco. Perché sei insicura. Nonostante la lista di cose belle che sai fare, di tutti i tuoi pregi, di tutto quello che fate sempre insieme, nonostante tu sappia di essere una Dea, (in tutti i sensi, cioè. Chi potrebbe volere più di te!? #autostimaMode:ON), il verme è lì.
E poi capita che sei sola a casa.

Ho sempre pensato che la gelosia sia di per sé abbastanza sciocca.
Stupida.
Insensata.
Deve essere nutrita da un forte senso di possessività o di insicurezza. Quando è nutrita da entrambi diventa morbosa.
Diventa un problema.
A quel punto o hai un autocontrollo da far paura, o inizi tu a far paura.
La cosa più giusta e FONDAMENTALE da ricordare è che la gelosia è irrazionale.

Il mio suggerimento?
Bella domanda! Quando mi prendono momenti che non ragiono più, che ve lo dico a fare.
L’unica cosa che realmente possiamo iniziare a fare è amare noi stesse.
Dedicarci del tempo. Un modo è come dicevo qui ->La vaschetta della felicità, un’altro è semplicemente prenderci del tempo.b6d24f43bd3f2256ee3f1f6bedfd840d
Per lo shopping.
Per leggere un libro.
Per andare a sederci in riva al mare e ascoltare le onde.
Per fare una passeggiata sotto gli alberi.
Insomma, ognuno ha la propria passione, per qualcuna può essere andare in palestra, o a correre!
E’ così bello prendersi tempo per se stessi, e dona così tanto equilibrio anche alla coppia. 
Penso seriamente che le coppie più felici siano quelle che si lasciano i propri spazi, ad esempio io e Matteo a volte ci piazziamo sul divano e mentre lui gioca alla play (gli sto lasciando finire il gioco, poi #OVVIAMENTE tocca a me), io leggo. Oppure lui deve fare delle cose al computer e io leggo (<.< sì. Sto sempre a leggere. Ho appena finito “Il Dio del Fiume“, #STUPENDO).
Siamo insieme, ma ognuno segue la propria inclinazione. 
Anche quando c’era Gomorra, che voglio dire ne ho avuto abbastanza per 5 anni al liceo, grazie alle mie professoresse stupende (parlo sul serio, sono delle grandi donne! Mi hanno insegnato tanto, non solo a livello didattico) di mafia e camorra e cosedelgenere (lo so non linciatemi non lo prendo alla leggera è che non mi va di dilungarmi!), io non ce la facevo a vederlo, troppo violento! E allora leggevo. Spalmata sulle gambe del mio amore grande #fragolinepescemuahmuah (vomitate pure.)

Quindi, alla fine di tutta questa riflessione mista che parte dal fatto che sono stata sola a casa tutto il giorno e tristemente la sera lui non è tornato perché è in California (e tra l’altro sono stata in silenzio una decina di ore.. Assurda la pace che si prova nel non dover parlare, a volte) abbiamo dedotto che dedicarsi del tempo è fondamentale per il nostro equilibrio. Mentale. 
So, donne, stressiamoci di meno e coccoliamoci di più!!
Ingrassiamo! Chissene frega!
Godiamo della gioia che ci porta fare quello che vogliamo e sentirci libere da QUALUNQUE cosa!
Cito Carry Bradshaw:

Quando le cose sono troppo facili, siamo portati a sospettare. Devono diventare complicate prima che possiamo crederle reali? Siamo cresciuti credendo che la via del vero amore non possa essere tutta piana; ci deve essere sempre un secondo atto con gli ostacoli prima di poter vivere felice e contenti nel terzo atto. Ma cosa succede se non ci sono ostacoli? Significa che ci manca qualcosa? Ci serve il dramma per far funzionare una relazione? 

No. Ci serve equilibrio. 
Ci serve conoscerci. Ma conoscerci veramente.

#passoechiudo.

A.

δψ mψ

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