L’attesa, il divano, la vié

Hey guys!

Tanto per cambiare, ho fame.
Quella non mi manca mai, neanche quando sto male.
#Assurdo.
Quindi mi sono fatta una bella tazza di #tea (all’inglese, è anche l’ora giusta -ovviamente questa in cui ho iniziato a scrivere-) e mi sono piazzata sul divano.

Stamattina me ne sono andata un po’ in giro e mi sono resa conto di una cosa #fondamentale: non importa quanto un divano sia bello, deve essere prima di tutto comodo.

Ero in un palazzo a vetri, tutto bellissimo ed elegantissimo, tutto supermoderno e liscio e sul monocromatico black&white, sottolineo: una cosa stupenda.
Bene, avevo un appuntamento alle 12:30 ma avevo bisogno che mi venissero stampati alcuni documenti, quindi sono arrivata lì mezz’ora prima per compilarli e visto che sono sempre 15 minuti in anticipo alla fine in realtà ero lì tre quarti d’ora prima dell’appuntamento. (#ovvio)
Spiego gentilmente alla receptionist l’intoppo e lei gentilmente mi fa accomodare mentre chiede di stampare dal piano di sopra i documenti (?).
Mi indica un divano di pelle nero, tirato così a lucido che avevo paura a sedermici.
L’aspetto era invitante, aveva quelle specie di bottoncini che rendono il design soffice, e la spalliera era leggermente ricurva indietro (lateralmente faceva un ricciolo), #unagioiapergliocchi quel divano, con la spalliera bassa.
..davvero bassa.
Appoggiandoti indietro avresti potuto poggiarci le braccia.
Il problema è stato che non ho provato due volte ad appoggiarmi allo schienale, mi sono limitata alla prima, durante la quale mi sono sbilanciata, sono scivolata in avanti con il sedere e ho fatto un rumoraccio con le scarpe.
Mi sono sentita in imbarazzo come se stessi rubando qualcosa.
Mi ero seduta all’angolino a destra, in modo da poter poggiare il braccio sul bracciolo (sembrava anche quello così comodo) ma le dimensioni erano così strane che in qualunque posizione mi mettessi stavo scomoda o scivolavo.
Alla fine ho #optato per rimanere eretta con la schiena, seduta in pizzo (perché la seduta era parecchio ampia) con le caviglie incrociate di lato da principessina. 
Risultato: ho mal di schiena.

Ma non preoccuparti, tanto poi mangi una cosa e torni a casa.
#Ebbene, avevo deciso di mangiare sushi. Tanto Londra è piena di sushi-bar!
..ce ne stava uno tra bond street e oxford circus.. a che altezza vediamo.. ci ero andata con Laura..
Ho fatto 4 volte avanti e indietro.
Sono passata 4 volte davanti a un sushi bar, ma era piccolo, su un angolo, e affollato, e io volevo l’altro. Quello che ricordavo.
Che probabilmente ha chiuso i battenti.
Alla fine dopo più di un’ora, morta di fame e di stanchezza (perché anche stanotte ho dormito davvero male), sono entrata nel sushibarpiccoloeaffollato, ho preso la mia vaschetta di sushi e ho mangiato in finestra. #InPiedi.
Giusto perché desideravo tanto una sedia.
Ma ho così gustato il sushi!! Quanto mi andava, quanto mi mancava!
Una gioia per il palato.
Fortuna che mi sono portata via un onigiri da mangiare a cena, sennò avrei dovuto cucinare qualcosa e.. senza Matteo non mi va proprio. #comesononoiosa.
Aè nn amo cucinare se devo cucinare per me.
Mi piace cucinare per gli altri u.u
(La verità è che in questo modo faccio finta di mangiare di meno e mi sento meno in colpa se i jeans dell’anno scorso mi stanno un po’ tirati sulle cosce. Che volete, tendo sempre ad accumulare un po’ di #ritenzioneidrica <.<)

E dunque, dopo avervi ammorbato con l’esperienza del divano #bellomanonballa (che dovevo #obbligatoriamente condividere con voi), cerco di trovare una posizione comoda su questo divano di casa per leggere un po’..
..poi si chiedono perché a casa di mamma a Ostia ho avuto una crisi isterica quando volevano cambiare il Mio divano. #SOLO perché ha più di 20 anni! Ma scherziamo? Ma sappiamo quanto ci vuole a trovare un divano comodo e bello?
Quello poi oltre al valore di comodità ha anche un valore affettivo profondo.
Sì ok, va bene, avevo problemi psicologici in quel periodo e nessuno doveva azzardarsi a cambiare il divano a casa. O qualunque altra cosa. 
Già il fatto che mio fratello avesse tolto il tappeto persiano di nonna (era enorme bellissimo) mi aveva traumatizzata. 
Anche il divano no. (Ricordiamo che i cambiamenti traumatizzano! ->Giovedì 30.Giugno)
Mi sono opposta con tutta me stessa con tanto di crisi isterica alla stopermorireperterra-nonrespirosoffocatadaimieisinghiozzi.. seguito da una glaciale, superficiale e annoiata analisi del divano che avrebbe dovuto sostituire il Mio. (“Angelica dai, almeno senti quanto è morbido e bello questo qui!” Fissando il vuoto davanti a me e tastandolo con un dito.. e affermandoNo.” ..notare il punto).
Ok, ok, l’ho ammesso prima che non stavo bene.
Anche perché quel divano è stato destinato ad un’altra casa ed effettivamente poi l’ho provato, ed effettivamente era davvero #davvero molto comodo. Oltre che di un bel verde scuro.

Bando alle ciance, si è fatto tardi, buona serata, buona cena e buona notte a tutti, io vado a leggere #HarryPotter 🙂

#passoechiudo

A.

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