Bisogno di creatività.

Mancava lo Scatolone Fabbricone, pieno di tutta la roba di cartoleria-e-non-solo di casa.
Se ti serviva qualcosa, qualunque, da una gomma da cancellare alla carta vetrata, lo trovavi li.
Il cartoncino e le matite colorate.
I pennelli, gli acrilici, il fimo, il das.
I bottoni, I rocchetti, quattro/cinque tipi di colla.
I nastrini, i pizzi.
Se mi girava lo aprivo e creavo qualcosa.
“Tocca ricostruire quello scatolone.” Pensavo sotto Natale.


Ora che ci siamo trasferiti, ne abbiamo iniziato uno!
Ci sono dentro alcune delle cose che ho preso per fare una ghirlanda di Natale.. non avevo proprio niente, zero, né un foglio, né lo scotch.
E ho sentito un po’ di nostalgia.
Quindi sono scesa a comprare delle cose: dei piatti di carta, un libro, scotch, colla.
1) Ho strappato le pagine ad un libro da un pound #nonlinciatemi, scelto in base al colore delle pagine, non troppo bianche e alla consistenza della carta.
2) Le ho arrotolate a conetto, incollando la parte finale.
3) Poi le ho attaccate con lo scotch al  piattino di carta, facendo convergere le punte al centro.
4) Al che ho attaccato il secondo raggio di conetti, un po’ più piccolini.
Ma cosa mettere al centro, che dia una macchia di colore di contrasto e che copra tutto quel masso di scotch e punte?
All’inizio volevo metterci delle pignette deliziose con un fiocchetto, ma avrei dovuto comprare anche quelle – che palle.
5) Allora ho acchiappato un nastrino di pizzo seghettato (preso randomicamente qualche giorno prima) ci avrei fatto un fiorellino, tipostelladinatale.
Prendo ago e filo.
Trovo un po’ di fatica, quell’ago ha la capocchietta davvero minuscola, una volta ero super rapida.
E poi all’improvviso un ricordo, proprio mentre il filo passa dalla capoccetta dell’ago.

Mia nonna, la sua voce, il suo profumo, mi aveva chiesto di infilarle il filo nell’ago, che ormai lei non riusciva più. Io con la lingua tra le labbra, concentratissima su quel compito, il cerchietto a tirar indietro i capelli.
Il suo sorriso.

Manca la macchina da cucire, e gli scampoli di stoffa rimasti in quello scatolone, che se avevo voglia potevo farci qualcosa.
Qualunque.
Ora che ci siamo trasferiti, provvederemo.

È così bella la casa nuova.
Si respira novità, aria fresca, positività.
È grande, luminosa.
È spaziosa ed elegante.
Ora ci manca solo un’orchidea in bagno e una pianta vicino la TV.
Ah, i 3 cactus in cucina ovviamente.
Il primo fine settimana lo abbiamo passato a riordinare e a curare Matteo. Ovviamenteglièvenutalafebbrea39.
#Poverocucciolo.
In compenso siamo stati 3 volte da Ikea, che è a 5 fermate di bus da casa *fa’ un balletto stupido, è forse la cosa più bella che poteva esserci* #adorateikeainsiemeame, e come non fare un salto da Currys a comprare un televisore!?
Certo, volevamo il 55″ curvo, era il nostro obiettivo.
Così ci rechiamo tutti baldanzosi da Currys (negozio di elettronica) ed eccolo lì, bello, pronto, che ci salutava.
Comunichiamo al commesso la nostra scelta, lui tutto contento controlla e va a richiederlo in magazzino, ma #OVVIAMENTE non c’è disponibile.
Avremmo dovuto aspettare una settimana.
Noi.
Che ci eravamo trasferiti quel giorno e volevamo a tutti i costi vedere la partita la domenica sul televisore nuovo.
Dopo un ponderale calo di entusiasmo ci continuiamo a guardare intorno, sconsolati.
Ovviamente Lui era lì, che sorrideva.
E brillava.
Tipo col sottofondo stile Disney “aaaah” di quando appare qualcosa e brilla..
Continuava imperterrito a illuminarsi ai nostri occhi.

È allora che ho osato.
“More.. ma.. PERCHÉ NON PRENDIAMO IL 60”??
Alla fine con il divano non siamo poi così vicini alla TV da dover prendere una TV curva..

Ecco la risposta di Matteo dopo qualche attimo di riflessione (che mi ha un po’ intimorita tipo lapaceprimadellatempesta) “…ma lo sai che nn hai detto una ca**ata?” Con le ditine sotto il mento, tipo così 🤔 ma guardando me.
Grazie.
E così, poco dopo, ce ne andavamo con il nostro televisore 60″ sotto braccio!

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Sì, è stato un finesettimana faticoso ma intenso, sia per noi che per le nostre tasche.

E adesso si comincia una nuova vita.
Come uno Scatolone Fabbricone, dove mettere dentro tanti pezzettini di cose fatte, utilizzate e che possono sempre servire a qualcosa!!

Il 2017 porterà fortuna.
Dopotutto 17 è il numero della Dea Iside u.u

(scusamaquestocosacentra? XD non lo so, ma mi ispira!)

#passoechiudo

A.

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